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Anno Domini 2017 – Momento Neymar

Sempre e comunque numeri da capogiro per Neymar Jr.

Quattro stagioni trascorse nel Barcellona condite da 105 gol complessivi, al fianco di due compagni di reparto che rispondono ai nomi di Lionel Messi e Luis Suarez ed un contratto da 9 milioni di euro a stagione.
È riassumibile così il recente passato di Neymar da Silva Santos Júnior, meglio noto come Neymar, in maglia blaugrana. Neymar è un giocatore che di normale ha veramente poco: una tecnica incredibile, una visione di gioco degna dei più grandi numeri dieci del passato e una popolarità, in Spagna così come in Brasile, da far invidia persino a giocatori del calibro di Cavani, Lewandowski e Rooney, tanto per fare qualche esempio.

Eppure giocare nel campionato spagnolo, uno dei più blasonati e spettacolari al mondo, al fianco del calciatore più forte del pianeta e poter mirare a vincere tutti i trofei nazionali e continentali, non erano stimoli sufficienti per continuare nel Barcellona. Qualcosa deve essere andato storto, oppure semplicemente i petrodollari degli sceicchi del PSG devono aver convinto uno dei migliori calciatori al mondo ad accettare il trasferimento più oneroso della storia di questo sport.

Sì, perché Neymar è costato la bellezza di 222 milioni di euro, una cifra inimmaginabile, che prima della scorsa estate mai nessuno avrebbe pensato potesse essere pagata da un club. E al prezzo del cartellino vanno aggiunti gli oltre 36 milioni di euro percepiti annualmente dal giocatore. La proprietà qatariota del PSG ha deciso di investire su uno dei più grandi campioni in attività, facendo leva su un progetto che vede il dieci brasiliano al centro della scalata dei parigini ai vertici del calcio mondiale. Il Paris Saint-Germain ci sta provando da anni e la dirigenza non ha mai badato a spese pur di centrare la vittoria. Eppure, finora sono arrivati soltanto titoli ottenuti in terra francese, ma ancora nessun trionfo europeo, vero obiettivo degli sceicchi. Oggi, Neymar può essere finalmente l’uomo giusto per ottenere quanto desiderato!

Neymar: l’uomo e il calciatore

Neymar nasce a Mogi das Cruzes, città di poco più di 350 mila abitanti, inclusa nello stato di San Paolo. I suoi genitori sono Neymar da Silva Senior e Nadine Santos.
Il ragazzo comincia a giocare a calcio fin da giovanissimo, ereditando il nome dal padre, a sua volta ex calciatore, poi diventato consulente di Neymar non appena il suo talento è sbocciato.

Crescendo, Neymar si è avvicinato allo street soccer, disciplina praticata dalla maggior parte dei ragazzi della sua città, São Vicente, nella quale i genitori avevano deciso di trasferirsi quando Neymar aveva soltanto pochi mesi. Nel 2003, la grande occasione: il padre decide di trasferirsi a Santos per ragioni di lavoro e, appena giunti in città, Neymar si aggrega all’omonima società calcistica, il Santos Futebol Clube, celebre per essere stata la squadra nella quale Pelé ha trascorso buona parte della sua carriera calcistica.

I successi di Neymar con le giovanili del Santos cominciano a diffondere il nome del ragazzo in tutto lo Stato di San Paolo: a soli 15 anni il calciatore percepisce un compenso di ben 10 mila reais al mese e a 16 ne guadagna addirittura 25 mila. A 17 anni gli viene proposto il primo contratto da professionista, ottenendo anche le prime sponsorizzazioni. In cinque stagioni trascorse nelle file del Santos, Neymar colleziona 225 presenze condite da 136 gol: le sue migliori stagioni sono quelle del 2010 e del 2012, che lo vedono mettere a segno rispettivamente 42 e 43 reti. Il 24 agosto del 2011 Neymar diventa padre di Davi Lucca, avuto dalla sua ex fidanzata Caroline Dantas.

Con il Brasile, Neymar vince un argento olimpico, un oro olimpico ed una Confederations Cup, mettendo a referto ben 52 marcature in 81 presenze totali. A soli 25 anni, il talento più cristallino del calcio brasiliano ha già oltrepassato le 50 realizzazioni ed appare più che mai lanciato verso il record di Pelé, fermo a 77 gol totali. Nel frattempo, il Brasile ha dominato le qualificazioni mondiali nel girone sudamericano, surclassando nazionali quotate come Argentina, Colombia e Uruguay.

Il trasferimento dei record

La fama di Neymar sarà indissolubilmente legata ad uno dei passaggi di maglia più costosi e rumorosi della storia del calcio: un trasferimento che nasconde ben più di qualche segreto e che è stato gestito in maniera a dir poco sorprendente.

L’affare Neymar non ha precedenti in termini economici, ma le sorprese non si limitano al costo del giocatore e al suo contratto. Si tratta, infatti, della prima volta che uno Stato sovrano entra in questioni calcistiche, al fine di condurre una trattativa di questo tipo. L’artefice di tutto si chiama Qatar Sports Investment, gruppo che possiede le quote di maggioranza del club francese del PSG fin dal 2011, nonché sezione operativa in ambito sportivo della Qatar Investment Authority. Quest’ultima è la grande creazione voluta in prima persona dall’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani, ideata per investire nel mercato europeo i proventi dello sfruttamento del petrolio. Oltre al calcio, infatti, i vertici di Doha hanno acquisito quote rilevanti di Volkswagen, Airbus, Hsbc, Lagardere, Credit Suisse, Porsche e Veolia Environnement.

Il genio degli investitori qatarioti, tuttavia, è andato oltre, tant’è che Qatar Sports Investment ha ingaggiato Neymar in qualità di testimonial dei prossimi Mondiali del Qatar. Il motivo? Fare in modo che più della metà dei soldi spesi per il trasferimento fossero girati dallo stesso Neymar al Barcellona per rescindere il vecchio contratto e permettergli di accasarsi al club parigino, senza costringere la società a dover fare i conti con il tanto temuto fair play finanziario. Si tratta di un’elusione dei regolamenti tanto palese da suscitare quasi imbarazzo fra i dirigenti Uefa e Fifa, che non hanno potuto fare altro che assistere passivamente a quanto accaduto.

In poche parole Neymar è formalmente un giocatore prestato dal Governo qatariota ai francesi del PSG. Ovviamente, lo “scippo” dei vertici del Qatar perpetuato ai danni del Barcellona ha acuito tensioni preesistenti, tanto da convincere i dirigenti del Barça ad interrompere ogni relazione con Doha. E pensare che proprio Qatar Sport Investments aveva sponsorizzato le divise del Barcellona offrendo ai catalani oltre 150 milioni di euro in cambio dei marchi Qatar Foundation e Qatar Airways.

La scelta da parte dei catalani di lasciare la sponsorizzazione sarebbe stata presa in seguito agli attentati di Parigi datati al novembre del 2015, motivata dalla presunta vicinanza del governo qatariota al radicalismo islamico. Inutile dire quanto questo sgarbo abbia indispettito l’emiro Al Thani, che non appena ha fiutato l’opportunità, non ha esitato un attimo a stanziare la cifra monstre sufficiente ad acquisire le prestazioni di Neymar. Ma al di là degli sgarbi tra le due società e gli interessi economici che innervano il mondo del calcio, in questo momento la cosa più lecita è domandarsi se la scelta di Neymar sia stata giusta o meno: accettare un contratto faraonico e con esso l’impegno a fare grande un club ancora a secco di trionfi europei, lasciando una società forte e blasonata come il Barcellona.

Possiamo essere certi soltanto di una cosa: Neymar non ha alcuna intenzione di fermarsi qui..

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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