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Calcio

Focus Russia 2018 – L’Egitto del Faraone Salah

Come arriva a Russia 2018

l’ Egitto ha vinto il Gruppo 5 delle qualificazioni africane. In un girone con Uganda, Ghana e Congo i faraoni hanno totalizzato 13 punti, frutto di 4 vittorie, un pareggio ed una sconfitta. Non è stata una passeggiata, con la qualificazione in bilico fino all’ultimo minuto dell’ultima partita contro l’Uganda.

Il Simbolo

Mohamed Salah, e chi sennò? E’ stato faro e guida della sua Nazionale portandola ad un traguardo storico. È stato l’eroe di una notte indimenticabile segnando due volte nella partita che ha visto l’Egitto guadagnarsi l’accesso ad una fase finale di un mondiale dopo Italia 90. I faraoni battono il Congo per 2-1.

A Liverpool ed in Premier League ha fatto cose incredibili quest’anno!, Inutile dire che è diventato la chiave della squadra di Klopp e che forse a Roma si stanno mangiando le mani. Quest’anno ha macinato record su record nel suo club, ed anche in Nazionale è ormai il calciatore con più presenze internazionali nella rosa egiziana. Ovviamente è stato il capocannoniere assoluto della fase di qualificazione nel continente africano.

Il Boss

è l’argentino Hector Cúper, l’hombre vertical, che ha portato l’Egitto in Coppa del Mondo dopo 28 anni. Dopo l’amarezza del secondo posto in coppa d’Africa (contro il Camerun) che ha legittimato la sua nomea di eterno secondo, sta facendo sicuramente bene in un contesto per niente facile come quello egiziano.

Una carriera con 6 finali perse ed un 5 maggio che ancora in Italia viene ogni anno ricordato, è difficile riscostruirsi un curriculum da vincente. Questa squadra comunque lo segue e senza grosse pressioni può davvero essere una sorpresa positiva.

Partecipazioni alla Coppa del Mondo

l’ Egitto ha partecipato ai Mondiali del 1934 e del 1990, con la curiosità che entrambi sono stati ospitati dall’ Italia come Paese organizzatore. Solitamente 3 è il numero perfetto perciò attendiamo fiduciosi l’esito della spedizione russa!

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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