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Come Gerard Piqué ha rivoluzionato la Coppa Davis

Dwight Filley Davis – Saint Louis 5 luglio 1879, – Orlando 16 Agosto 2018.
139 anni di cui 118 cancellati

Un urlo assordante sancisce la morte della Coppa Davis, così come la conosciamo. L’urlo però è di gioia e non è di un tennista ma di un calciatore professionista.
Dopo 118 anni l’International Tennis Federation (IFT) annuncia attraverso le parole del suo presidente, David Haggerty, l’ufficialità di un accordo che cambia per almeno 25 anni il format del torneo più affascinante del Tennis antico e contemporaneo: la Davis Cup.
Ancora più sorprendente è l’identità dell’uomo che urla. Tutto questo progetto di riforma della coppa Davis, che è già polemica, nasce dalla fine mente di un calciatore di fama internazionale, il catalano Gerard Piqué.

Ecco il tweet ufficiale con cui Piqué mostra il documento che cambia la Coppa Davis: tutto in una settimana ed in una sede unica con match al meglio dei 3 set.

Il numero 3 del Barcellona ha fatto in tempo a battere il Boca Juniors nel Trofeo Gamper e volare poi ad Orlando, negli States, dove ha potuto celebrare un’altra importante vittoria questa volta extra calcio.
Con gioia davvero incontenibile ha definito questo momento come uno dei più felici della sua vita professionale.

Quella di Piqué, diventa a questo punto una figura atipica per il contesto in cui lui si muove. Sono molteplici i casi di ex calciatori che intraprendono attività di successo in più settori.
Piquè è però diverso da tutto ciò, per una serie di buoni motivi: vuoi perché è ancora un calciatore in attività, vuoi perché si esprime ancora ad altissimi livelli, vuoi perché è il capitano di un top club come il Barcellona.

Eppure in questi mesi, il lavoro di networking e di rapporti commerciali che ha saputo tessere per crearsi le condizioni affinchè potesse arrivare questo giorno, ci restituisce la figura di un uomo d’affari in grado di confrontarsi con gli imprenditori di maggior successo al mondo.

La sua costante presenza al torneo di tennis di Valencia dove ha esercitato un pressing asfissiante nei confronti delle alte sfere della FIT, ma soprattutto gli intrecci commerciali per rendere sostenibile il suo progetto e che lo hanno portato in giro per il mondo riuscendo a coniugare alla grande la vita da sportivo con quella da imprenditore.

Perché Piqué ha avuto un ruolo di primo piano nella rivoluzione del Tennis?

Diciamolo subito, Piqué non ha nulla a che fare con il mondo del tennis eppure è da lui che è arrivato il progetto della nuova competizione.
Ha saputo muoversi per intanto trovare gli investitori: è lui che ha creato il Gruppo Kosmos di cui è presidente. Ha tessuto a dir poco ottimi rapporti con il CEO di Rakuten (main sponsor del Barcellona) tale Hiroshi Mikitani coinvolgendo nel progetto la società giapponese legata alla Nike e che permetterà alla Kosmos stessa di investire l’incredibile cifra di 3.000 nilioni di Dollari in 25 anni nella Coppa Davis.

Piqué è stato uno stratega capace di sedurre e portare dalla sua parte alcuni top player del circuito del tennis mondiale.
Già a Maggio del 2017, noti tennisti del calibro di Rafael Nadal, Andy Murray e Novak Djokovic si esprimevano positivamente sulle idee del difensore blaugrana esaltandone il fatto che una personalità come lui avesse voglia di investire personalmente nel tennis e su come questa Formula versione Coppa del Mondo fosse intrigante. In quello stesso periodo, Piqué avrebbe anche incontrato il capo dell’ATP, Chris Kermode, al momento di sviluppare l’idea di questo progetto.

Imprenditore nell’anima

Che Piqué amasse l’imprenditorialità non è un segreto.
Proviene da una ricca famiglia catalana che gli ha permesso di frequentare le migliori scuole di Barcellona e, probabilmente dal padre, avvocato ed imprenditore, ha ereditato il talento per gli affari.
L’ex campione del mondo spagnolo negli ultimi anni ha aumentato gli investimenti al di fuori del calcio ma ciò che lo contraddistingue è ogni volta il suo personale desiderio di pilotare se stesso nei progetti in cui investe.
Vanta nel suo curriculum anche un corso per la Gestione Aziendale dei Media e dello Sport frequentato alla prestigiosa università americana di Harvard.

E’ amico di grandi nomi come Mark Zuckerberg, il boss di Facebook. Alcuni prevedono addirittura un grande futuro dopo la sua carriera calcistica e perché no la presidenza del Barça: desiderio che in realtà lui ha sempre confermato di riporre nel cassetto.
“Mi piacerebbe diventare presidente del Barça. non appena avrò finito la mia carriera calcistica. Non mi vedo allenatore perché è un ruolo che non mi si addice” diceva nel 2016 in un’intervista al canale televisivo  TV3.

“Piquenbauer” così chiamato in patria per l’elegante portamento da difensore e per quella capacità di segnare con frequenza nella porta avversaria, è in tal senso una figura con delle posizioni chiare e marcate a difesa dell’indipendenza catalana.  I continui fischi ogni volta che gioca a Madrid ed i duri attacchi che gli vengono riservati della stampa vicina al Governo Centrale, per assurdo non fanno altro che rafforzare la sua posizione mediatica nell’ottica di una eventuale scalata ai vertici della presidenza blaugrana.

A 31 anni, è consapevole che il calcio è solo una parte della sua vita e sta lavorando sul suo riposizionamento fuori dal campo una volta finita la carriera agonistica.
Ha una compagna che non passa inosservata, e proprio con la cantante Shakira diversi anni fa aveva investito aprendo a Barcellona una paninoteca chiamata “Yours” ed acquisendo il 30% del colosso spagnolo Natrus oltre che in altre società di catering.
La stessa Shakira è sua socia nel nuovo progetto nato all’inizio del 2018 del Ristorante Lobobeach sempre a Barcellona.

Kypers è invece un marchio di occhiali low cost molto diffuso in America Latina di cui la famiglia Piquè è proprietaria e cui Gerard presta anche la sua immagine per le pubblicità.

“426 Miles” è l’energy drink in cui ha investito il nostro imprenditore e di cui troviamo online questo video promo molto anni 90!
Tra l’altro sembra pubblicato dal canale ufficiale ma ha incredibilmente solo poche centinaia di click

 

Ma è probabilmente la Kerad Games la sua società di videogiochi, quella più conosciuta. Il gioco “Golden Manager” (tradotto in 17 lingue e con un utenza di 1,5 milioni di partecipanti) ti fa diventare manager dei club di calcio e gestire i loro team.
“Trivial League” è invece una sorta di Trivial Pursuit sul calcio in 10.000 domande (da provare se ti reputi un intenditore)

Sembra però determinato a non fermarsi qui, come dimostra questa storia della Coppa Davis che chiaramente oltre al rumore mediatico, farà guadagnare alla Kosmos ed ai suoi soci molti soldini di diritti TV e Sponsor.
L’ ambizione di Gerard Piqué ci porta a parafrasare il motto del Barcellona: “mès que un jugador…un uomo azienda”

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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