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Inseguendo Bolt

Esistono dei personaggi che sanno prendersi la ribalta come pochi, che sanno far gridare al clamoroso per qualsiasi parola detta, e sanno fare rumore per quella mai pronunciata.

C’è un uomo che è ha fatto suo un mondo, e di quel mondo è considerato Dio in terra poiché in carriera ha vinto 8 ori olimpici e 11 mondiali. Ha stabilito (camminando 20 metri su 100 perchè voleva guardasi intorno), il record mondiale sui 100 metri! Poi ha deciso che toccava infrangere quello dei 200 metri; ed è l’unico atleta, probabilmente da qui all’orizzonte del prossimo secolo, capace di vincere le due discipline in tre edizioni consecutive delle Olimpiadi da Pechino 2008 a Rio de Janeiro 2016, passando per Londra 2012.

I Mondiali di Atletica 2017

Londra torna come crocevia. In una veste più cupa, la città britannica ospita i Mondiali di Atletica 2017 ed il 12 Agosto consuma gli ultimi momenti agonistici di Usain Bolt.

Lui, come se non bastasse avere tutti gli occhi addosso perché è all’ ultimo canto della sua carriera, inventa un finale drammatico ricco di epica e di romanticismo. “La caduta dell’uomo che sapeva volare” potrebbe essere il titolo della pellicola… in un finale che ancora doveva cominciare ma già prima dell’inizio della rassegna iridata il nome di Usain emanava una carica di malinconia che si riserva solo a quelle cose che già sai non rivivere in questa vita.

E’ la pagina finale del romanzo di colui che ha sconvolto per sempre l’atletica. L’ha sconvolta nelle prestazioni e nei risultati; L’ha ribaltata nei modi di essere: spavaldo nella gestione del pre e del post gara. Si sa per sua stessa ammissione che questo atteggiamento è un modo di essere che gli permette non vivere l’ansia di quei momenti.

Un fare moderno tra selfie, smorfie, siparietti sempre con una genuinità che fanno trasparire l’autenticità del personaggio il quale sembra portare in pista i modi di fare che probabilmente assume a casa con gli amici di sempre, gli stessi della sua povera giovinezza. E’ stato il buono contro i cattivi. Un ruolo iconizzato nella sfida con Gatlin, che si è intrappolato nel doping scontando una squalifica di 4 anni.
Londra 2017 è stata la resa dei conti, la storia nella storia.
Ovvero il 5 Agosto 2017, nella finale iridata dei 100 metri, proprio Gatlin, (fischiatissimo dal pubblico) vive la sua serata di redenzione vincendo l’oro e soprattutto tenendosi dietro la freccia di Bolt che fino ad allora lo aveva invece sempre battuto. Bolt trova però la forza di un commento positivo, strizzando l’occhio all’ormai prossimo ritiro,…”e’ bellissimo anche così”… commenta e già gli abbracci ed i sorrisi tra i due rivali sono storia dello sport in era moderna.
Ma col senno di poi, questa sconfitta o meglio la vittoria di Gatlin, può essere letta come un presagio di quanto accadrà da li a pochi giorni..

12 Agosto, Finale 4×100. Come se non fosse già così un finale da Oscar.

Arrivata agevolmente alla finale della staffetta, un’intera nazione (e non solo) spera ormai che la gara diventi un’ideale tributo che accompagna Bolt all’ultimo sforzo sforzo della sua straordinaria carriera.
Sembra tutto scritto, con la Giamaica schierata in formazione tipo (McLeod, Forte, Blake, Bolt) e chiaramente con un ruolo da favorita.

Poco prima dei mondiali lo stesso Bolt, a domanda secca aveva risposto cosa rimaneva da vincere : “l’oro di Londra nei 100 e nella 4×100” e per quest’obbiettivo aveva anche rinunciato a correre i 200 metri.

E’ la quarta frazione, con l’intento di massimizzare il risultato, quella affidata al fuoriclasse; ed a voler essere cattivi peccato che, il rivale, Gatlin si sia ritagliato la seconda frazione.

Quando Bolt si lancia, ricevendo il testimone da Blake (in gran recupero) è in terza posizione con Gran Bretagna e Stati Uniti davanti a se. Il resto non lo raccontiamo per non urtare la sensibilità del lettore, poiché anche il meno attento in questo momento soffre con Bolt che comincia a zoppicare non appena raggiunge (sembra) la sua velocità massima nel tentativo di provare il recupero sui due davanti…
Niente, è qui caduto appunto, l’uomo che sapeva volare ed è l’ultima immagine agonistica che ci regala della sua grande carriera. Dura si ma non banale!

VIDEO (le immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità)

 

Poco prima dell’inizio dei Mondiali, aveva dichiarato che il giorno dopo il ritiro lo avrebbe passato a dormire fino a tardi ed a mangiare cose poco sane. Forse per esorcizzare i continui sacrifici cui la vita d’atleta ti costringe.  La prima immagine che quella notte ci restituisce di se stesso tramite un video, è invece di un uomo (si un uomo e non un DIO) affranto che voleva e si aspettava un finale diverso e ti accorgi che per finale non per forza intende la vittoria ma si capisce che gli sarebbe bastato arrivare. L’ultimo rammarico è per tutti noi. Gli dispiace non essere riuscito a salutarci, ovvero a dedicarci uno di quei siparietti spontanei e chissà che cosa aveva pensato per l’ultima scena?

3 cose che ci mancheranno di Bolt dopo il ritiro

  1. la possibilità di vederlo al centro dell’attacco del Manchester United insieme ad Ibra (pare che ci proverà seriamente)
  2. Sapere chi arriverà primo ad ogni gara
  3. La pubblicità della Durex, e la consapevolezza che a volte essere il più veloce al mondo non è da vincenti!!!

 

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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