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Lo Stadio di Proprietà nel Calcio: a che punto è l’Italia?

Foto dal sito di Marriot – Rendering della Suite dell’Allianz Arena

Gli stadi di calcio di proprietà stanno diventando in Europa, (vedi soprattutto Francia e Regno Unito), un modello consolidato di business per le società calcistiche.
In Italia, invece, non si può ancora dire lo stesso perché ci sono ancora molte esitazioni e dubbi, da un lato, sugli ingenti investimenti necessari e, dall’altro, sulle tempistiche amministrative per ottenere questo risultato.

Il Bayern Monaco è addirittura andato oltre con un progetto sorprendente e innovativo chiudendo un accordo con la catena alberghiera Courtyard by Marriott.
I direttori del Bayern Monaco hanno incontrato, poche settimane fa, i vertici di Marriott per stipulare un accordo commerciale con un obiettivo comune: veicolare la crescita dei loro marchi nel mercato internazionale.
Il progetto sul quale si sta lavorando porterà la società tedesca ad essere, entro il 2019, il primo caso di Club calcistico ad avere una Suite Esclusiva all’interno del suo stadio, l’Allianz Arena.

L’intento dichiarato è dare all’ospite/tifoso un’esperienza unica, privilegiata ed allo stesso tempo confortevole. A sua volta, il team tedesco realizzerà un ampio merchandising a disposizione di Marriott in tutti i suoi hotel.
L’intento occulto è MONETIZZARE.

…E IN ITALIA?

Oggi si contano 5 stadi di proprietà delle squadre, ovvero quello di Juventus, Udinese, Sassuolo e Frosinone Calcio e, tra le ultime, l’Atalanta, mentre altre squadre, in particolare la Fiorentina, il Cagliari e la  Roma hanno presentato i loro progetti. La strada appare sicuramente lunga per la Roma, coinvolta in un vero e proprio caso con continui passi avanti e indietro tra Comune e Regione.

PER QUALI MOTIVI?

I motivi principali che spingono a puntare sulla costruzione di stadi di proprietà sono numerosi.
C’è il fatto che un investimento simile genera entrate altissime, si parla di diversi milioni di Euro all’anno, un traguardo che impressiona ed ovviamente fa gola a molte squadre.
A fronte di un impegno di somme ingenti (nel caso dello stadio della Juventus si è arrivati a 150 milioni di Euro) arrivano dividendi alti per gli investitori degli impianti calcistici delle squadre. Infatti, non si tratta solo di uno stadio ma di un vero e proprio complesso commerciale che ruota intorno al mondo del calcio generando differenti introiti da differenti campi.

Sempre la Juve infatti non ha costruito solo uno stadio, anche 8 ristoranti, 20 bar, 3 negozi per la vendita di gadget e prodotti ufficiali della squadra, un parcheggio privato in grado di ospitare fino a 4.000 veicoli e, infine, un museo in cui vengono ripercorsi tutti i momenti storici della squadra.

In questo caso lo stadio e, quindi, le gare hanno generato nel primo anno di vita circa 10 milioni di Euro di ricavi, in quest’ultima stagione, invece, si è arrivati ai 66 milioni di Euro con un aumento dei guadagni di un sorprendente 66%. A questi ricavi, inoltre, si devono aggiungere i profitti delle vendite dei negozi ufficiali della squadra, arrivati alla cifra di 18 milioni di Euro.

Un altro incentivo che spinge a puntare agli stadi di proprietà è l’interesse che molte banche hanno dimostrato nel settore. Insomma le società calcistiche, visto il successo di questo tipo di investimento, può benissimo ricorrere al credito delle Banche per finanziare una struttura potenzialmente in grado di aumentare i guadagni in misura significativa.

Infatti, molti istituti finanziari come la Goldman Sachs e la Bank of America Merrill Lynch sono ricorsi a diversi strumenti per il finanziamento della costruzione di simili strutture. Le modalità di erogazione dell’aiuto finanziario sono differenti: si va dalla vendita di diritti di esclusiva sul nome del futuro stadio fino all’emissione di azioni e obbligazioni.

Un altro motivo che sempre spinge ad un colossale investimento come questo è la prospettiva di un guadagno in termini d’immagine. Le squadre all’occhiello del mondo calcistico italiano si trovano, infatti, a competere su un piano differente da quello strettamente sportivo con le squadre di altri Paesi d’Europa dotate di strutture e risorse economiche molto differenti.

A fronte di queste differenze l’immagine di un club sportivo è fondamentale perché influenza le decisioni di grandi investitori di rinnovare di proporre contratti di sponsorizzazione sportiva. Gli stadi di proprietà delle squadre e le strutture adiacenti come negozi, bar, ristoranti e così via, creano sicuramente un’immagine migliore del club.

I RICAVI DALLA CESSIONE DEI DIRITTI SUL NOME DELLO STADIO

Un beneficio sempre legato all’investimento in uno stadio di proprietà deriva da una possibile cessione di diritti del nome della struttura calcistica agli sponsor. L’Udinese ha ceduto i diritti del nome dello stadio alla Dacia, azienda di auto che ha chiamato la struttura Dacia Arena.

Il Sassuolo per ovvi motivi ha il Mapei Stadium.

La Juventus, invece, ha scelto di  percorrere anche questa possibilità di guadagno cedendo l’esclusiva dei diritti del nome dello stadio, conosciuto come Juventus Stadium, alla Allianz.
Sicuramente si può ipotizzare che il compenso per i diritti di esclusiva per lo stadio di una squadra come la Juve che gioca la Champions League saranno senz’altro molto più altri rispetto a quelli di una squadra come l’Udinese. Se si guarda al panorama europeo, infatti, si può notare il tenore dei compensi:

Il Bayern Monaco, per esempio, ha ceduto l’esclusiva sul nome per 30 anni alla Allianz per circa 80 milioni di euro l’anno.

Il Manchester City  ha concluso lo stesso accordo con la compagnia aerea Ethiad per un periodo di 10 anni ad un prezzo di 46 milioni di euro all’anno.

L’Arsenal ha, invece, ceduto l’esclusiva alla Emirates per circa 34,6 milioni di euro all’anno per un periodo di 5 anni.

Molti recenti studi hanno, inoltre, dimostrato che uno stadio di proprietà della squadra di calcio fa crescere il senso di appartenenza dei tifosi alla squadra stessa ed incentiva molti meccanismi di supporto. C’è anche chi afferma che uno dei motivi che spinga le squadre a puntare su questo tipo di investimento sia la possibilità di ottenere un vantaggio in termini di punteggio per la scalata delle classifiche…ma non ci credo…

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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