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Nibali fino all’ultimo centimetro

Malgrado tutti i motivi extra sportivi che hanno fatto parlare di questo sport, il ciclismo è ancora una religione che riesce ad emozionare!
Il coraggio, la fatica, la determinazione, la sofferenza, i campioni. I fuoriclasse delle due ruote come Vincenzo Nibali, un uomo e un campione che comunemente definiremmo “d’altri tempi”;
l’indomito squalo che ha vinto la 109° edizione della classica delle classiche italiane: la Milano Sanremo. Lo Squalo come è stato ribattezzato per il modo di attaccare in corsa, si è imposto sui velocisti, i dominatori storici di questa corsa.

12 ANNI DOPO

Nibali ha rotto la monotonia di una gara giocata strategicamente e lo ha fatto senza nascondersi, attaccando nel punto più impegnativo, la salita del Poggio. Qui il campione lascia tutti indietro, increduli che lo Squalo stia osando tentare di far sua la tappa. Cercano di reagire, tentano di riprenderlo sulle colline ma alla fine è solo lui, Vincenzo Nibali. Il simbolo di uno sport troppe volte ferito e messo alle corde, ma che ancora ci sa regalare emozioni uniche.

Sul traguardo di via Roma splende il sole, che accompagna il trionfo di Nibali fino all’ultimo centimetro. Il campione si difende con i denti dall’assalto finale, percorrendo gli ultimi due chilometri al cardiopalma. Gli altri sono lì ma lui questa volta dice no, la Milano Sanremo non sarà di un velocista. Ed è anche una vittoria dell’Italia, che si riprende la Classicissima dopo ben 12 anni. Infatti era dal 2006 che un italiano non tagliava il traguardo davanti a tutti, quando a farlo fu Filippo Pozzato.

Le parole di Nibali dopo la vittoria sono di entusiasmo ma anche di incredulità. Il campione ammette che non pensava di vincere, semplicemente aveva intravisto uno spiraglio e aveva provato, per non rendere la corsa scontata e ricordare a tutti chi è il re delle salite. Ma invece Nibali si accorge che riesce a resistere, che nonostante la sua velocità non sia eccellente quella degli altri gli permette di difendersi. Infine è lì, sul gradino più alto del podio, che felice si gode meritatamente l’Inno di Mameli.

Le prime vittorie del campione: dal Giro di Toscana al Giro d’Italia

Ormai Vincenzo Nibali ci ha abituato ai trionfi, su questo non c’è dubbio. Il campione siciliano venuto da Messina ha ormai 33 anni, tanti, troppi per continuare a questi livelli nonostante la passione. Ma abbastanza per iniziare a tirare le somme di una carriera straordinaria, vissuta tra alti e bassi, cadute e trionfi. Inizia presto Vincenzo affinando il suo stile già dai dilettanti, mentre gli altri ciclisti lo soprannominano lo Squalo per l’agressività dei suoi attacchi. La prima vittoria di Nibali arriva presto, nel 2003, quando vince la Coppa Ciuffenna, ma per la vera affermazione bisogna aspettare altri 4 anni.

Nel 2007 Vincenzo arriva davanti a tutti al Giro di Toscana, per poi vincere il Giro del Trentino soltanto un anno dopo. Nibali ottiene ottimi risultati in Italia, infatti nel 2009 è la volta del Giro dell’Appennino, una corsa dura, fatta di tappe complesse, faticose, che preparano lo Squalo ai grandi giri europei. Il 2010 è l’anno della consacrazione internazionale di Vincenzo Nibali. Il campione venuto dalla Sicilia vince la Vuelta di Spagna, occupando il gradino più alto del podio nella 65° edizione della classica spagnola.

Vincenzo diventa un vero campione, terminando la Vuelta con l’ottimo tempo di 87 ore, 18 minuti e 33 secondi. Un trionfo. Nel 2012 torna a vincere in Italia, aggiudicandosi la 47° edizione della Tirreno Adriatico. Il 2013 è l’anno d’oro di Vincenzo Nibali, 12 mesi incredibili nei quali lo Squalo di Messina si prende tutto. Nibali vince il Giro d’Italia, portandosi a casa la 96° edizione con il tempo di 84 ore, 53 minuti e 28 secondi. Chiude l’anno con altre due vittorie, il bis alla Tirreno Adriatico e al Giro del Trentino.

La consacrazione di Nibali: dal Tour de France alla Milano Sanremo

Gli ultimi 4 anni sono stati quelli della consacrazione per il campione siciliano ma anche delle polemiche, con gli avversari che continuano ad additarlo come un fortunato, un benvoluto dalla sorte. Ma Nibali non pensa agli altri e nel 2014 vince il suo primo Tour de France. Nonostante le cadute, Contador e Froome poco avrebbero potuto fare contro un Nibali così in forma. L’anno successivo è particolarmente sfortunato per Vincenzo, che vince soltanto una tappa al Tour e alcune gare speciali.

Nel 2016 arriva la seconda vittoria al Giro d’Italia, Nibali è nella storia del ciclismo. Nell’ultima tappa di Torino chiude in testa la classifica e può finalmente rilassarsi dall’alto della sua strabiliante carriera. Ma lo Squalo vuole chiudere in bellezza, e mentre i velocisti si sfidano a duello lui prende tutti di sorpresa, alzandosi sui pedali come soltanto i veri ciclisti sanno fare, con il cuore a muovere le gambe fino al traguardo finale, ancora primo, ancora Vincenzo Nibali.

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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