TOP
Calcio Sport

Nove Cerchi Infernali per Nove Nazionali a Russia 2018

« Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita »

 

Una frase che esprime un concetto duro ed irrimediabilmente vero per chi è nato dal 1958 in poi.
Chi ha infatti fino a 60 anni oggi, si trova spiazzato da una sensazione di smarrimento assoluto.

Stiamo vivendo un evento che non siamo abituati a gestire…la mancata partecipazione dell’Italia ad una fase finale dei Mondiali di Calcio.

Molti di noi che oggi ricordano gli anni felici della propria adolescenza , magari all’interno degli anni ’90, hanno un doppio filo legato a quelle estati quasi tutte uguali, tutte tranne quelle dei Mondiali.
Roberto Baggio è un comune denominatore da Italia’90 a Francia ’98 con molti di noi che vivevano il primo grande avvenimento sportivo planetario.

Ritagli di giornale, fuso orario, pomeriggi passati ad imbandire la macchina per la sfilata in caso di vittoria, le figurine Panini con l’album dei mondiali ed il sogno di diventare un’enciclopedia vivente per ogni carriera di quei calciatori.

In questa estate 2018, proviamo a fare a meno del calcio per non toccare una ferita aperta: proviamo a non vedere le partite, a non far caso alle piccole squadre con meno blasone di noi ed eppure sono lì.

Già, proviamo!

Ma non c’è rimedio: come dannati viviamo le pene dell’inferno perché la bussola dell’istinto ci guida verso quel gioco di cui non possiamo fare a meno anche quando vorremmo.

Nessuno meglio di Dante Alighieri spiega l’Inferno: è tra l’altro immaginato come una serie di gironi numerati che si succedono e nella cui stretta ed ultima estremità si trova Lucifero che domina il mondo degli inferi.

Già letta così somiglia alla stessa fase finale dei Mondiali, dove le squadre sono inserite in dei Gironi e via via in un imbuto le ultime due si giocheranno la finale che varrà il dominio sul calcio mondiale almeno per i prossimi 4 anni.

In questo inferno ad ogni peccato corrisponde un cerchio; In questa estate, ogni partita per noi è una pena da espiare.

PECCATORE CHE SEI, SQUADRA CHE TI MERITI

« Chi è senza peccato scagli la prima pietra »

Immersi in questa nuova sensazione senza la propria nazionale da sostenere, ognuno di noi si è raccolto nel suo io più intimo per capire quale delle Squadre partecipanti lo rappresenti maggiormente.

Ma cosa ci guida in questo processo quasi involontario? Cosa è che ci porta a dire Argentina piuttosto che Islanda?

Eppure scorrendo i Social Network sembra che per ogni tifoso italiano non è stato poi nemmeno così difficile trovare la propria squadra da sostenere a Russia 2018.

La vendetta, l’invidia, l’egoismo, l’indifferenza, la passione, il romanticismo e perché no la bellezza, sono variabili residenti nel nostro animo e che più o meno inconsciamente ci stimolano nelle scelte quotidiane.

Partendo dai Cerchi dell’Inferno della Divina Commedia di Dante abbiamo voluto individuare il peccatore che ognuno di noi è per trovare la squadra che più si addice al nostro modo di vivere, senza vergogna, perché come canta qualcuno “il cielo ti fa stare in riga mentre all’inferno si può far casino” …

Primo cerchio – Il Limbo

Diciamolo subito, il Limbo vale la Svizzera.
In questo cerchio il sommo poeta racchiude coloro che sono privi della fede o del battesimo ma che in realtà non possono essere puniti per un peccato in particolare.

La Svizzera come Paese si trascina sempre dietro l’etichetta di zona neutrale, che non fa del male (ma nemmeno del bene) alle altre nazioni.
Il calcio non ricorda una Svizzera fuori dagli schemi. Potremmo dire che nelle sue partecipazioni ai mondiali è sempre uscita quando doveva uscire.
Senza infamia né lode alcuna è storicamente una nazionale che non si è mai macchiata di peccati eccellenti (alias eliminazioni di illustri terzi).

E’ una squadra ordinata, con un calcio metodico e poco moderno che può accendersi in qualche lampo ma senza dare però la reale intenzione di fare male all’avversario.

La scegli se sei buonista e se le birre ti bastano massimo fino agli ottavi dove nella migliore delle ipotesi esci senza rimpianti (come nel suo stile).

Secondo Cerchio – Lussuriosi

Se c’è una squadra che si abbandona completamente ai piaceri del gioco del Calcio, questo è il Brasile.
Non a caso vive nel lusso più sfrenato essendo l’unica nazionale ad aver vinto 5 volte la Coppa del Mondo.

L’estro e la fantasia dei suoi giocolieri viene prima di qualsiasi concetto di ordine tattico. Un minimo di 4 giocatori ultraoffensivi contemporaneamente in campo.

Suole, tacchi e dribbling, prima delle cose concrete. Insomma i Brasiliani storicamente fanno l’amore con il pallone ai piedi.

Si perdono nella memoria le nazionali brasiliane che nei tempi hanno aggregato talenti sopraffini con risultati anche alterni, ma prima l’estetica, si sa!

Lo scegli se a questi mondiali vuoi provare a godere sul serio!

Terzo Cerchio – Golosi

Quando la Germania vede la Coppa si comporta come Cerbero, il personaggio di questo Cerchio: mostra le zanne senza tenere fermo nessun muscolo!

Una nazionale tormentata dalla fame e dalla sete di vittorie. Senza fine! Anche soltanto l’odore della vittoria li rende famelici.

Colpevole di essere sempre lì quando le partite contano. Colpevole di aver cancellato una delle nazionali pìù belle di sempre dalla geografia dei vincenti (vedi L’Olanda di Cruyff).

Ci hanno educato con l’adagio che gli altri giocano a calcio; la Germania invece vince.

Tifi Germania solo se sei autolesionista; in alternativa sei goloso di birra e quindi ne bevi litri fino alla fine ed oltre!

Quarto Cerchio – Avari e Prodighi

E’ il Portogallo la squadra che fin dalle sue origine accumula talenti e sperpera talenti in egual misura. E’ la legge del contrappasso: sempre favorito, mai favorito!

Da fieri prodighi, i portoghesi hanno storicamente sperperato le proprie generazioni di talenti e con esse tutte le risorse a disposizione per vincere (vedi Euro 2004 finale persa in casa contro la Grecia)

Come spesso accade nel mondo reale, gli opposti finiscono per coincidere perciò all’immenso talento ha sempre coinciso la sconfitta. Il Portogallo arriva al Mondiale da Campione d’Europa in carica e che è poi l’unica vittoria come nazionale nella loro storia.

Ma non dimentichiamo come quell’Europeo è stato vinto: 7 partite giocate e 5 pareggi al ’90! Praticamente non succederà mai più.

Il Portogallo lo tifi quando non c’è rimasto nessun altro da tifare!

Quinto Cerchio – Iracondi ed Accidiosi

I Charrua erano una popolazione indigena insediata in quella zona del Rio de la Plata che oggi è conosciuta come Uruguay. Furono l’ultima tribù ad arrendersi agli esploratori europei, che fronteggiarono con coraggio e perseveranza fino alla fine.

E’ da qui che nasce l’etimologia della parola Garra, con cui nel calcio è solito rappresentare la grinta delle squadre sudamericane.

Non a caso fu l’Uruguay a diventare il primo Campione del Mondo della Storia del Calcio, alla fine di un derby violentissimo con l’Argentina nel 1930.

Gli uruguagi giocano lo stesso calcio da quasi cento anni: fatto di rabbia agonistica e assoluta voglia di non rinnovarsi e non a caso Tabarez è l’allenatore più anziano in questa rassegna iridata.

Ma secondo la logica, se Suarez fosse stato Inglese, avrebbe secondo voi morso Chiellini 4 anni fa ai mondiali brasiliani?

Scegli l’Uruguay se sei un romantico del calcio…

Sesto Cerchio – Eretici ed Epicurei

Dante ci racconta che il Sesto Cerchio è racchiuso entro le alte mura di una città sorvegliata da una moltitudine di diavoli. Vi sono puniti gli eretici in sepolcri infuocati.

Proprio come questi peccatori non credono all’immortalità dell’anima dopo la vita terrena, gli Islandesi alla stessa maniera non credono di essere battuti già prima di giocarlo questo mondiale.

Sono abituati alla potenza del fuoco su quell’isola ai confini del mondo dove hanno imparato a convivere con gli elementi più forti della natura sviluppando un DNA sempre combattivo.

Come i loro avi Vichinghi, gli undici di Mister Hallgrímsson vivono le partite di calcio nella piena convinzione che non è tutto già scritto.

Gli esordi senza sconfitte sia agli Europei che ai Mondiali di Russia sono l’elemento terreno che gli da ragione.

Tifi Islanda perché è l’unica alternativa possibile per te!

Settimo Cerchio – Violenti

Il tifo violento ha un idolo moderno: Ivan Bogdanov

E’ l’ottobre 2010 quando allo stadio Marassi di Genova, quest’uomo fece sospendere Italia – Serbia, valida per le qualificazioni ad Euro 2012.

La Curva Serba quella sera è in assetto di guerra.

Sempre lui e 4 anni esatti più tardi, a Belgrado si gioca Serbia – Albania e qui è la Storia ad essere in guerra su se stessa in quella polveriera rappresentata dal territorio dei Balcani.

Match sospeso per lancio di fumogeni, per pesanti insulti al popolo albanese e per Ivan Bogdanov, questa volta, direttamente in campo a dire le sue ragioni.

Insomma il tifo della giovane nazionale serba ha una fama poco gratificante e non ci aspettiamo altro dagli del derby di Zagabria.
A sancire questo spirito, il capitano Kolarov sembra quel tipo di persona che vorresti sempre dalla tua parte in una rissa in discoteca. Mai un sorriso e sempre quell’aria da cattivo che anche la Roma ha parafrasato per la sua presentazione quando è arrivato nella capitale lo scorso anno.

Anche la giovane promessa del calcio serbo Aleksandar Mitrovic ha un carattere niente male. Nelle prime 4 presenze in Premier League ha rimediato due cartellini gialli ed un rosso! Ma meglio di tutti l’episodio in Europa League nel 2013 contro il Neftchi Baku, quando l’allora giovanissimo attaccante del Partizan fa il verso al portiere avversario reo di aver militato nella Stella Rossa e sempre in quella partita, evidentemente su di giri, si becca anche un cartellino rosso.

Tifi Serbia se sei un Capo Ultrà vecchia maniera!

Ottavo Cerchio – Fraudolenti

C’è una nazionale che fino al 1950 non ha ritenuto all’altezza del suo presunto spessore, ribassarsi a giocare un Campionato del Mondo.

Perché? Semplice, pensavano di essere i migliori al mondo con la palla tra i piedi e non gli interessava del giudizio altrui.

E’ questo il biglietto da visita dell’Inghilterra. Una Nazionale di calcio che storicamente possiamo considerare davvero come ipocrita e fraudolenta nell’atteggiamento.

Basta pensare all’immagine dorata e vincente che questa squadra ha sempre voluto di se stessa a fronte di una realtà dei fatti che l’ha vista rimediare una serie di brutte figure (solo una vittoria tra l’altro nel mondiale di casa del ’66).

Facciamoci questa domanda: quante volte è iniziato un Mondiale e l’Inghilterra era tra i favoriti? Si sono sempre arrogati di avere uno squadrone che puntualmente però ha fatto flop, ingannando i propri tifosi.

Scegli l’Inghilterra perché c’è Harry Kane ed hanno avuto il coraggio di far fuori Roy Hodgson.

Nono Cerchio – Traditori

Nel nono cerchio dantesco i traditori vengono flagellati dal ghiaccio e colpiti con gelide raffiche di vento.
E’ un’immagine molto simile all’inverno russo che coincide con la stessa stagione che sta attraversando la Nazionale di casa.

Una Nazionale che ha tradito come generazione di talenti proprio nell’anno in cui il Mondiale si gioca a casa sua.

Tifi Russia solo se credi nei poteri forti di Putin.

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

«

»

what do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *