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Calcio

Open Day a Coverciano: una giornata a casa azzurri

24/02/2018. Open Day a Coverciano

Primo storico Open Day del centro tecnico di Coverciano a Firenze, dove Cambio di Gioco era presente con altri 1.500 appassionati all’appuntamento voluto dalla FIGC, in concomitanza con la cerimonia che ha intitolato i tre campi di calcio ed un’aula studi a 4 personalità della storia del calcio italiano: Vittorio Pozzo, Enzo Bearzot, Azeglio Vicini e Fabio Bresci.

Come succede in queste occasioni, hanno fatto gli onori di casa le autorità che rispondono alle figure dell’uscente Ministro dello Sport Luca Lotti, il campione del mondo Giancarlo Antognoni, il commissario FIGC Roberto Fabbricini ed il vice commissario Alessandro Billy Costacurta.

Belle le parole di Costacurta ad omaggiare il ricordo di Azeglio Vicini, protagonista delle notti magiche di Italia ‘90, nonché il modo con cui Antognoni ha ricordato Bearzot: un padre che all’epoca ha creduto in lui “mi ha convocato contro tutto e tutti…una fiducia che ancora oggi mi consente di essere il nazionale azzurro con il maggior numero di presenze con la maglia numero 10”.

Vittorio Pozzo è invece il CT più vincente con un palmares di 2 Campionati del Mondo ed un’Olimpiade quella del ’36 a Berlino. Era presente a Coverciano il nipote, un uomo piemontese con l’aria semplice e schiva che senza tanti giri di parole si è detto contento di questo omaggio della Federazione, apprezzando ancor più questa intitolazione del campo 3 in suo ricordo, in virtù del fatto che la stessa Lega si sia per anni dimenticata del Vecchio Vittorio.

Il Museo del Calcio e la straordinaria figura di Fino Fini

L’Open Day a Coverciano ci ha permesso di visitare la casa della nostra Nazionale, con un programma di visite che ci ha portato dentro gli spogliatoi, nelle aule e soprattutto in un luogo ricco di cimeli ed aneddoti: il Museo del Calcio.

Quando conosci Fino Fini e ti metti a parlare con lui, allora ti mangi le mani perché avresti voluto conoscerlo prima! [mia citazione]

Formalmente è il Direttore del Museo del Calcio, ha compiuto da poco 90 anni ed è letteralmente un’enciclopedia vivente del mondo Azzurro oltre che un personaggio genuino e d’altri tempi.

Credo che abbia un record imbattibile: ha partecipato a 6 mondiali consecutivi! Sì perché è stato il medico storico della Nazionale fino a Spagna ’82 e la leggenda vuole che si sia presentato giovanissimo a Coverciano portando il suo CV ed il suo titolo di studio, dichiarando che anche senza soldi, anche senza contratto ma lui doveva e voleva lavorare lì!

Ci dice che l’ultimo periodo lo ha ferito, perché abbiamo fatto “…flop, flop e flop, ma non ne voglio parlare. Siamo arrivati davvero in basso con la mancata qualificazione al Mondiale, ma è il punto più basso e da qui si può e si deve risalire con i giovani”.
Ma si riprende nello spirito affermando che abbiamo una storia ed una tradizione da raccontare perché “l’Italia ha 4 stelle, il Brasile ne ha 5, ma anche la Germania ne ha 4. Noi non partecipiamo al campionato del mondo, mentre i tedeschi vanno in Russia e possono superarci, ma speriamo di no!” e credeteci lo pronuncia davvero con il cuore in gola.

Ci parla con orgoglio di alcuni cimeli, che lui personalmente è riuscito a recuperare ed a far donare al Museo: inizia con la maglia di Cannavaro, quella numero 5 ancora sporca di terra indossata nella finale del Campionato del Mondo vinta contro la Francia nel 2006. A proposito di quel Mondiale ricorda il CT Lippi del quale dichiara “Grande Lippi! Ha permesso a dei giocatori di diventare forti, forti, forti, quindi ancora grazie Lippi”.

Ricorda poi con piacere il secondo posto del Campionato Europeo 2012 con Prandelli: “giochiamo la finale contro la Spagna che ci dà 4 pappine, però arriviamo secondi quindi è importante anche questo risultato”.

Fino Fini per reperire sempre ulteriori cimeli si è inventato la “Hall of Fame del Calcio”, in modo tale da arricchire sempre più la mostra permanente con ciò che arbitri, calciatori, allenatori, dirigenti una volta premiati donano alla fondazione del Museo. Fini continua mostrando “la maglia di Boniperti del 1947, con cui fece il suo esordio in nazionale. Se questa maglia fosse battuta dalla Casa d’Aste Christie’s partirebbe da una base di 35.000 euro”.

Le Pipe dell’82

Sandro Pertini, l’allora presidente della Repubblica, recatosi in Spagna per assistere alla finale contro la Germania, dopo la vittoria mondiale, scoprì in campo durante i festeggiamenti la comune passione di fumare la pipa con il CT Bearzot.
Molti anni dopo, quando ormai i due purtroppo non c’erano più, il vecchio Fino Fini ebbe l’idea di contattare le rispettive famiglie e farsi donare le loro pipe esposte oggi al museo, che oltre a ricordare quel momento di vittoria ci riportano ad un’immagine di un’Italia in bianco e nero che non esiste più.

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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