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Il Ritorno di Maria Sharapova dopo la squalifica

É il 7 Marzo del 2016 quando la stella russa del tennis, Maria Sharapova, dichiara di essere stata trovata positiva ai controlli antidoping. Reduce dalla sconfitta degli Australian Open, dove viene battuta ai quarti di finale da Serena Williams, la tennista russa ammette di aver fatto uso di Meldonium, prescrittogli dal suo medico per motivi di salute.
La risposta dell’ITF arriva subito: una squalifica di due anni.
In seguito al ricorso da parte della Sharapova, la violazione delle regole viene considerata “non intenzionale”: la campionessa, infatti, ignorava che il farmaco fosse proibito, essendo stato inserito nella “lista nera” da soli due mesi.
Questo le permette una riduzione della pena, dagli iniziali 24 mesi di squalifica, ad 1 anno e 3 mesi.

Aprile 2017 – WTA Stoccarda

Dopo 15 mesi di stop, lontana dai tornei e dalla mondanità, Maria Sharapova ritorna in campo, più grintosa che mai; le Wild Card, che generalmente gli organizzatori si riservano per chi non ha abbastanza punti WTA per entrare nel tabellone, sono tutti per lei.
Al primo turno del torneo di Stoccarda, in due set, riesce a travolgere l’italiana Roberta Vinci, dimostrando una solidità per nulla intaccata dalla lunga pausa. Ma le aspettative e le speranze di chi si augurava un “ritorno in grande stile” vengono ben presto deluse: la sua corsa, infatti, si arresta proprio in semifinale, dove la attende una pesante sconfitta che porta la firma della francese Mladenovic.
Forse un po’ arrugginita dalla lunga pausa o mentalmente provata dalla squalifica, Maria Sharapova sarà protagonista di una serie di incontri poco convincenti, ritiri ed infortuni.

Maggio 2017 – Madrid e Internazionali di Roma

Di nuovo in tabellone grazie ad una Wild Card, la tennista russa dice addio al titolo di Madrid: il secondo turno del torneo si rivela fatale per la Sharapova che perde, in un incontro di fuoco, contro la canadese Bouchard, alimentata da polemiche e dissapori.
Una Wild Card anche per Roma e una vittoria iniziale ma, ancora una volta, il secondo turno è per lei fatidico: durante il match, in vantaggio sulla croata Mirjana Lucic-Baroni, un problema alla coscia sinistra la costringe a sollevare “bandiera bianca”. La tennista siberiana si ritira, perdendo l’incontro e rivelando una Maria Sharapova più vulneravile e“fragile dietro la sua maschera glaciale”.

Roland Garros e la Wild Card negata

Lo stesso giorno dell’infortunio, poco prima di scendere in campo, a Maria Sharapova viene comunicato che non avrà diritto ad una Wild Card per il Roland Garos, dissipando ogni sua chance di partecipare al torneo. La tennista, infatti, in posizione 211 nel ranking WTA, si ritrova esclusa anche dalle qualificazioni per il torneo parigino.
Il presidente Bernard Giudicelli giustifica la sua scelta sostenendo che“ci possono essere wild card per un ritorno dopo un infortunio, non ci possono essere wild card per un ritorno da una squalifica per doping”.
Di pensiero completamente diverso si mostra, invece, la Federazione Britannica che riserva alla tennista una Wild Card, con destinazione diretta verso il tabellone principale del Wimbledon. Tuttavia, lo stiramento muscolare accusato al Foro Italico di Roma non permetterà alla Sharapova di partecipare sia al torneo parigino che a quello di Birmingham.

Stanford e gli US Open

Ad agosto, dopo 8 settimane di stop, la Sharapova rientra nel circuito WTA, a Stanford, dove debutta con una vittoria a cui fa seguito ancora unforfait:la tennista, infatti, non scende in campo per il secondo turno, ma decide di ritirarsi a causa di un dolore all’avambraccio sinistro, definendola una“decisione preventiva”e deludendo, ancora una volta, le aspettative del pubblico e dei suoi fan.
Il mese successivo, è il turno dei tanto attesi US Open: Maria Sharapova salta le qualificazioni, grazie ad una Wild Card, ed è già sul tabellone; supera il primo turno, battendo la seconda tennista più forte del mondo, Simona Halep, e portandosi agli ottavi. Qui, si arresta, nuovamente, la sua corsa: forse ancora arrugginita dallo stop, è protagonista di una lunga serie di errori che regalano la vittoria all’avversaria, facendo crollare ogni speranza di rivederla al top.

Ottobre 2017 – Torna a vincere

Finalmente, con il torneo di Tianjin, la Sharapova torna a vincere: la tennista russa batte in finale la bielorussa Aryna Sabalenka, portandosi a casa la sua prima vittoria dopo la squalifica. Il match è una vera e propria battaglia, durata più di due ore, che si conclude con un urlo liberatorio accompagnato da lacrime di gioia della campionessa russa.
La sua bacheca, dopo due anni e mezzo di stop, sconfitte e ritiri, si arricchisce di un nuovo trofeo, il 36esimo. Ma questo successo, come lei stessa ha evidenziato, durante la cerimonia di premiazione, ha un“significato speciale”: Maria Sharapova ha voluto dimostrare di essere la solita combattente, pronta ad accumulare risultati e ad affrontare nuove sfide, con la sua grinta da vendere e le sue inarrestabili cannonate da fondo campo.

La sua Autobiografia

Settembre 2017. Dopo l’eliminazione dagli US Open, Maria Sharapova prolunga la sua permanenza a New York, dove pubblica la sua autobiografia,“Unstoppable: my life so far”.
Il libro racconta la sua vita fino ad oggi, dei suoi rapporti con il padre e con la madre. Parla di una ragazza di talento, proveniente da una cittadina della Russia siberiana che si trasferisce negli Stati Uniti per frequentare l’accademia dell’allenatore di tennis Nick Bollettieri.
Gran parte del racconto è dedicato, poi, alla sua principale antagonista sul campo da tennis, Serena Williams. Nei confronti della tennista statunitense, emerge un leggero “complesso di inferiorità”; scrive, infatti,“lei mi ha dominata negli ultimi 10 anni”, riferendosi forse al record di vittorie della Williams che l’ha battuta 19 volte su 21.
Non mancano, inoltre, riferimenti al torneo di Wimbledon del 2004: la Sharapova vince il suo primo Slam, battendo, al di là di ogni aspettativa, Serena Williams, allora campionessa in carica. Di lei scrive ancora: “Penso che Serena mi abbia odiato per essere stata la ragazza magra che l’aveva battuta, contro ogni pronostico, a Wimbledon“.
Racconta, poi, del primo incontro con la Williams, al ballo dei vincitori di Wimbledon nel 2002 e del loro primo scontro, nel 2004 a Miami. E, infine, rivela di come siano simili e, allo stesso tempo,“guidate l’una con l’altra”ed è per questo che tra le due non è mai sbocciata un’amicizia. Ma, aggiunge,“mai dire mai…”

Cambio ogni anno squadra di calcio… Puntualmente quella a cui tengo retrocede. Ho visto il primo gol di Miccoli in Serie A, conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.

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